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Autotrapianto di capelli: cosa devi sapere

COS’È L’AUTOTRAPIANTO DI CAPELLI

L’autotrapianto di capelli consiste in un intervento chirurgico per infoltire il cuoio capelluto.

Sempre più persone ricorrono a questa operazione per risolvere definitivamente i problemi legati alla calvizie.

In questa tecnica alcuni follicoli vengono trasferiti dalla zona donatrice del donatore, che è il paziente stesso. In seguito questi follicoli vengono innestati nella zona ricevente.

L’operazione di autotrapianto viene eseguita su anestesia locale e/o sedazione. L’intervento può prolungarsi fino a 6 ore.

Oggi vengono adottati due principali metodi per l’autotrapianto di capelli: il metodo FUE e il FUT.

 

PER CHI È CONSIGLIATO

Viviamo in una società in cui i capelli rappresentano il nostro modo per identificarsi: lunghi, corti, ricci, colorati, eccetera.

Perdere i capelli può essere un’esperienza traumatica. Specie se avviene in maniera rapida.

Inoltre, la calvizie può indurre scompensi psicologici: ansia, ossessione, depressione e perdita di autostima sono i risvolti più comuni.

Per questi motivi moltissime persone ricorrono all’autotrapianto di capelli per risolvere il problema.

Quali tecniche di autotrapianto dei capelli sono usate oggi?

 

TECNICHE DI AUTOTRAPIANTO

Al giorno d’oggi esistono diverse tecniche di autotrapianto di capelli che sfruttano diversi strumenti1.

Gli arbori del trapianto di capelli risalgono al 1930 in Giappone. Con il passare degli anni la tecnica, detta metodo Punch, si specializzò. Negli anni ’80 fu specializzato il metodo Strip, e dai primi anni 2000 introdotta la FUE.

PUNCH

Questo metodo fu introdotto nel 1939 dal dermatologo giapponese Okuda. In primo luogo egli trasferì delle micro-aree millimetriche di cuoio capelluto dei pazienti in zone danneggiate da ustioni, come i baffi. In seguito, notò che i capelli iniziavano a crescere in maniera naturale.

STRIP

Questa tecnica fu inventata in Giappone negli anni ’40 e specializzata negli anni ’80. Oggi il metodo STRIP è noto anche come F.U.T. (dall’inglese Follicular Unit Transplantation).

L’autotrapianto STRIP si basa sull’asportazione dall’area donatrice del paziente di una striscia di cuoio capelluto. Tale area è solitamente scelta nella zona occipitale, in quanto non è principalmente affetta da caduta. Successivamente, la zona donatrice viene cucita con una cicatrice molto fine di massimo 2 millimetri. A questo punto, l’area di cuoio capelluto estratta viene suddivisa in unità follicolari. Queste unità sono innestate dal chirurgo nell’area ricevente tramite microincisioni.

L’autotrapianto STRIP è consigliato per i soggetti la cui area donatrice è estesa. Non vi è necessità di rasare i capelli a zero per sottoporsi ad autotrapianto FUT.

FUE

La Follicular Unit Extraction2 è una tecnica di autotrapianto meno invasiva della FUT ed introdotta nel nuovo millennio. Infatti, dall’area donatrice vengono estratte direttamente le unità follicolari e innestati nell’area ricevente. Di conseguenza si creano dei piccoli fori, ma essi si richiudono da soli in poco tempo. La zona donatrice è tipicamente l’area occipitale o la parietale. Come effetto dell’intervento FUE si hanno molte micro-cicatrici bianche nell’area donatrice.

Per sottoporsi ad intervento FUE, è necessario rasare i capelli a zero. Infine, la tecnica di autotrapianto FUE è consigliata per i pazienti la cui area donatrice non è molto estesa.

 

RISULTATI E TEMPI POST TRAPIANTO

Nei giorni che seguono l’intervento i pazienti riportano solitamente gonfiore nell’area operata. Questo fenomeno scompare entro una settimana. Inoltre in questo periodo è anche possibile notare dei grumi di sangue.

Successivamente, dopo circa 3 settimane, i capelli trapiantati iniziano a cadere se si è stati sottoposti a FUE.

Non bisogna preoccuparsi di questo fenomeno perché riguarda la fase telogen di caduta dei capelli dopo ogni intervento FUE.

Con il passare dei mesi, i soggetti noteranno i primi nuovi capelli che saranno inizialmente sottili e fini.

Dopo 6 mesi i capelli saranno cresciuti fino a 7 mm e si saranno ispessiti.

Quando sarà passato un anno dall’intervento, i pazienti potranno osservare il risultato finale.

 

LIMITI AUTOTRAPIANTO CAPELLI

È fondamentale ricordare che l’autotrapianto non fa ricrescere i capelli, ma si limita alla loro redistribuzione sul capo. Va anche considerato che il numero di capelli da poter innestare è sempre limitato, e dipende da caso a caso. Ovvio è che più è grande l’area donatrice e maggiore saranno gli innesti.

Un ulteriore limite dell’autotrapianto è che, non essendo una cura, non risolve i problemi alla base della calvizie.

Infine va considerato che il risultato finale può non essere sempre naturale. Per questo motivo è necessario rivolgersi a centri medici specializzati e in grado di assicurare i migliori risultati.

La clinica del Dott. Cinik in Turchia permette di ottenere i migliori risultati.

 

FUTURO AUTOTRAPIANTO CAPELLI

Uno degli obiettivi futuri è senza dubbio garantire il maggior numero di incesti riducendo al minimo l’invasività. Inoltre, il futuro potrebbe portare all’uso delle cellule staminali per i capelli. Infatti, queste cellule possono riprodurre tutte le altre cellule del corpo, garantendone la rigenerazione. In questo senso, le staminali potrebbero innescare il rinnovamento dei follicoli piliferi e garantirne la vitalità.

Tuttavia, la nuova frontiera è quella di innestare le staminali in aree completamente prive di bulbi. Se questa soluzione funzionasse, il problema della calvizie sarebbe definitivamente risolto.

 

CONCLUSIONI

L’autotrapianto è un intervento chirurgico con l’obiettivo di infoltire il cuoio capelluto. Anche se non è una cura intrinseca alla calvizie, i risultati garantiscono una migliore distribuzione dei capelli e una ritrovata naturalezza.

L’operazione consiste in un trasferimento di follicoli dalla zona donatrice a quella ricevente.

Sottoporsi ad autotrapianto è consigliato per chi soffre di ansia, depressione o perdita di autostima a seguito di calvizie.

Esistono ad oggi due principali tecniche usate: la FUT e la FUE. La prima consiste nell’asportazione di un’area di cuoio capelluto dall’area ricevente. Da quest’area vengono estratti i follicoli da innestare.

La seconda invece garantisce meno invasività grazie alla prelevazione diretta dei follicoli dall’area donatrice.

Risultati e tempi variano a seconda del paziente: dopo un anno è possibile osservare il risultato finale.

È fondamentale ricorrere a staff specialistico e competente per un’operazione del genere.

Il futuro dell’autotrapianto di capelli potrebbe usare vedere le cellule staminali.

 

RIFERIMENTI

[1] P. Werner, Apparatus and control system and method for hair transplantation, 2003

[2] William R. Rassman, MD, Robert M. Bernstein, MD, Robert McClellan, MD, Follicular Unit Extraction: Minimally Invasive Surgery for Hair Transplantation, 2002

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